Seminario 5 marzo 2026
Le Green Community Opportunità per nuova e buona occupazione
Seminario / Convegno. Gestione certificata del patrimonio forestale, valorizzazione della filiera dei servizi ecosistemici, crediti di carbonio. Lavoro e tecniche.

Il ruolo delle Green Community per lo sviluppo dei territori
Ad aprire il primo appuntamento del progetto “Le Green Community – Opportunità per nuova e buona occupazione”, a Bracciano, è stato Luca Lo Bianco, direttore scientifico di UNCEM e coordinatore del progetto.
Nel suo intervento ha illustrato il quadro strategico in cui nasce l’iniziativa, richiamando la Strategia nazionale delle Green Community e il ruolo sempre più centrale delle risorse naturali nello sviluppo dei territori.
Foreste, acqua, suolo, biodiversità e servizi ecosistemici non sono soltanto beni da tutelare, ma rappresentano un capitale naturale capace di generare nuove opportunità economiche e occupazionali, soprattutto nelle aree interne e montane.
Il progetto intende proprio accompagnare questo percorso, promuovendo competenze, confronto tra territori e nuove prospettive di sviluppo sostenibile.
Esperti e professionisti del settore forestale

Luca Lo Bianco
Direttore scientifico UNCEM · Coordinatore del progettoHa aperto i lavori illustrando il quadro strategico del progetto, richiamando la Strategia nazionale delle Green Community e il ruolo centrale del capitale naturale nello sviluppo delle aree interne.

Antonio Brunori
Dottore forestale · Segretario Generale PEFC ItaliaHa approfondito il ruolo della gestione forestale sostenibile e della certificazione delle filiere, evidenziando come i servizi ecosistemici e i crediti di carbonio possano sostenere economicamente le comunità forestali.

Eleonora Mariano
Agronoma · Responsabile Progetti PEFC ItaliaHa illustrato il funzionamento del sistema di certificazione PEFC, con particolare attenzione alla certificazione di gruppo come strumento per facilitare l’accesso dei piccoli proprietari forestali e dei consorzi locali.

Piergiorgio Ciarlantini
Dottore forestale · Esperto certificazione di gruppo, Regione MarcheHa presentato un caso concreto nelle Marche: oltre 11.000 ettari di superfici forestali in quattro province, coinvolgendo Unioni Montane, comunanze e consorzi locali in un percorso di gestione certificata condivisa.
Cosa è emerso dal primo appuntamento
Il ruolo delle Green Community per lo sviluppo dei territori
Ad aprire il primo appuntamento del progetto “Le Green Community – Opportunità per nuova e buona occupazione”, a Bracciano, è stato Luca Lo Bianco, direttore scientifico di UNCEM e coordinatore del progetto.
Nel suo intervento ha illustrato il quadro strategico in cui nasce l’iniziativa, richiamando la Strategia nazionale delle Green Community e il ruolo sempre più centrale delle risorse naturali nello sviluppo dei territori.
Foreste, acqua, suolo, biodiversità e servizi ecosistemici non sono soltanto beni da tutelare, ma rappresentano un capitale naturale capace di generare nuove opportunità economiche e occupazionali, soprattutto nelle aree interne e montane.
Il progetto intende proprio accompagnare questo percorso, promuovendo competenze, confronto tra territori e nuove prospettive di sviluppo sostenibile.
Foreste, servizi ecosistemici e nuove filiere per lo sviluppo dei territori
Nel primo appuntamento del progetto Le Green Community – Opportunità per nuova e buona occupazione, uno degli interventi centrali è stato quello di Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia, che ha approfondito il ruolo della gestione forestale sostenibile e della certificazione delle filiere forestali.
Le foreste, ha ricordato Brunori, non rappresentano soltanto un patrimonio ambientale da proteggere, ma costituiscono un sistema complesso capace di generare benefici ambientali, sociali ed economici. Attraverso una gestione responsabile è possibile tutelare la biodiversità, migliorare la qualità degli ecosistemi e allo stesso tempo sostenere le comunità locali e il lavoro nel settore forestale.
Uno degli strumenti più importanti in questo percorso è la certificazione forestale, che consente di garantire che la gestione delle foreste rispetti criteri di sostenibilità e che i prodotti derivati dal bosco siano tracciabili lungo tutta la filiera, dal sito di raccolta fino al consumatore.
Nel suo intervento Brunori ha inoltre evidenziato il crescente ruolo dei servizi ecosistemici forestali, ovvero quei benefici che gli ecosistemi forestali forniscono alla società: dall’assorbimento della CO₂ alla tutela della biodiversità, dalla regolazione delle acque alla funzione ricreativa e turistica dei boschi.
In questo contesto si stanno sviluppando nuovi strumenti economici, come i crediti di sostenibilità e i meccanismi di remunerazione dei servizi ecosistemici, che permettono di riconoscere il valore ambientale delle foreste e di sostenere economicamente chi se ne prende cura.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda anche lo sviluppo delle filiere forestali locali, che possono valorizzare il legno del territorio e altri prodotti forestali – come miele, funghi, tartufi o erbe officinali – contribuendo a rafforzare l’economia delle aree interne e montane.
La certificazione, ha sottolineato Brunori, sta assumendo un ruolo sempre più importante anche nelle politiche pubbliche e negli appalti sostenibili, diventando uno strumento di riferimento per garantire trasparenza, sostenibilità e qualità delle produzioni forestali.
Un percorso che dimostra come la gestione sostenibile delle foreste possa diventare una leva concreta per lo sviluppo territoriale, l’innovazione e la creazione di nuove opportunità di lavoro.
La certificazione forestale: come funziona e perché è importante
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Eleonora Mariano, agronoma e responsabile progetti di PEFC Italia, che ha illustrato nel dettaglio il funzionamento del sistema di certificazione della gestione forestale sostenibile.
La certificazione è un processo volontario attraverso il quale un proprietario o un gestore forestale richiede a un organismo indipendente e accreditato di verificare che la gestione delle foreste rispetti gli standard stabiliti dal sistema PEFC.
Il percorso prevede una serie di passaggi strutturati: dalla definizione degli standard e delle procedure operative, fino alle verifiche periodiche svolte da auditor indipendenti che controllano sia la documentazione sia le attività realizzate sul campo.
Uno degli aspetti fondamentali di questo sistema è il miglioramento continuo della gestione forestale. Attraverso audit interni, controlli periodici e monitoraggio degli indicatori ambientali e gestionali, le organizzazioni sono chiamate a mantenere nel tempo elevati standard di sostenibilità.
Un ruolo importante è svolto anche dal coinvolgimento degli stakeholder, ovvero di tutti i soggetti interessati alla gestione delle foreste – comunità locali, imprese, istituzioni, associazioni – che contribuiscono a rendere il sistema più trasparente e partecipato.
Particolare attenzione è stata dedicata alla certificazione di gruppo, uno strumento pensato per facilitare l’accesso alla certificazione anche per i piccoli proprietari forestali, le famiglie o i consorzi locali. Attraverso la creazione di gruppi organizzati, più soggetti possono condividere procedure, costi e competenze, rendendo più semplice e sostenibile il percorso di certificazione.
Si tratta di un modello che favorisce la diffusione di buone pratiche di gestione forestale, rafforza la collaborazione tra i diversi attori del territorio e contribuisce alla valorizzazione delle risorse naturali in una prospettiva di lungo periodo.
Un’esperienza concreta di certificazione forestale di gruppo
A chiudere la sessione tecnica dell’incontro è stato Piergiorgio Ciarlantini, dottore forestale con esperienza nella certificazione forestale di gruppo, che ha presentato un caso concreto sviluppato nella Regione Marche.
Il progetto ha coinvolto diverse realtà territoriali – tra cui Unioni Montane, comunanze e consorzi locali – con l’obiettivo di avviare un percorso condiviso di gestione forestale sostenibile e certificazione secondo gli standard PEFC.
Il gruppo ha interessato oltre 11.000 ettari di superfici forestali distribuite in quattro province, dimostrando come la collaborazione tra enti e territori possa consentire di superare la frammentazione della proprietà forestale e costruire modelli di gestione più efficaci.
Il percorso di certificazione si è articolato in diverse fasi: dalla redazione dei piani di assestamento forestale alla definizione di un manuale generale di gestione, fino alla predisposizione di procedure operative, registri di monitoraggio e programmi di formazione per i soggetti coinvolti.
All’interno del sistema sono stati definiti ruoli e responsabilità precise: dal capofila del gruppo, responsabile del coordinamento generale, ai responsabili della formazione, della comunicazione e degli audit interni.
Questo lavoro ha permesso di strutturare un sistema di gestione che garantisce controllo, trasparenza e miglioramento continuo, attraverso verifiche periodiche e audit da parte degli organismi di certificazione.
L’esperienza ha prodotto diversi risultati concreti: una maggiore capacità di accesso ai bandi pubblici, una gestione più coordinata delle foreste, interventi mirati di manutenzione e tutela del territorio, ma anche nuove opportunità di valorizzazione sociale e culturale degli spazi forestali.
Un esempio che dimostra come la gestione sostenibile delle foreste, quando è accompagnata da coordinamento tra enti locali, pianificazione e formazione, possa diventare un vero strumento di sviluppo per i territori.
Foto evento
Oltre la formazione: supporto concreto allo sviluppo
Nuovi profili professionali green
Il progetto prevede lo studio e la progettazione di 2 nuovi profili professionali orientati alla green economy, da proporre per l’inserimento nel Repertorio regionale delle competenze della Regione Lazio. Un passo concreto per riconoscere e valorizzare le competenze emergenti legate alla transizione ecologica.
Accompagnamento alla creazione d’impresa
Un percorso strutturato di consulenza finalizzato alla costituzione di almeno 5 nuove imprese nei settori della gestione dei servizi ecosistemici, della sostenibilità ambientale e dei servizi innovativi per le comunità. Un sostegno pratico per chi vuole trasformare le competenze in attività imprenditoriale.













